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Il contratto di locazione: attenzione alle ipotesi di nullità.

Il proprietario di un immobile deve sapere che concedere in locazione il proprio bene implica il rispetto di alcuni, imprescindibili obblighi che il legislatore gli impone, obblighi il cui mancato rispetto è fonte di conseguenze particolarmente gravi.
Ricordiamo dunque a chiunque intenda procedere in tal senso che il contratto di locazione ad uso abitativo DEVE essere stipulato in forma scritta, come previsto dall’art. 1 della legge 431/1998, e DEVE essere registrato entro 30 giorni dalla stipula o dalla decorrenza, come previsto dall’art. 1, co. 346 legge 311/2004, il tutto a pena di nullità del contratto stesso dall’origine, con conseguente obbligo di restituzione delle somme nel frattempo ricevute a titolo di deposito cauzionale e canoni, oltre all’impossibilità di procedere, in caso di bisogno, con un’intimazione di sfratto e contestuale convalida dinanzi al Tribunale competente.
Si precisa che sono altresì nulli patti contrari alla legge volti a modificare il canone o la durata risultanti dal contratto registrato, come previsto dall’art. 13 della legge 431/1998.
Da ultimo vi ricordiamo che la mancata registrazione è causa di nullità anche del contratto di locazione ad uso diverso da quello abitativo, fatto che conduce alle medesime conseguenze sopra ricordate.

Buona giornata a tutti!

L’omessa dichiarazione dei beni pignorabili è reato.

Subire una procedura esecutiva da parte di un creditore è un’eventualità da non sottovalutare.
Troppo spesso il debitore esecutato ritiene opportuno risparmiare evitando di rivolgersi al proprio legale di fiducia, ignorando del tutto ciò che gli sta capitando o tentando di arrangiarsi.
Gli inconvenienti ai quali si può andare incontro per superficialità o mancata conoscenza delle norme (comprensibile), sommati alla gravità propria della procedura, sono in grado di rendere la situazione estremamente opprimente.
Al contrario, la competenza del proprio legale di fiducia può aiutare ad affrontare un tale avvenimento nel modo meno invasivo possibile.
Un esempio è dato dal caso che si porta oggi alla vostra attenzione: l’omessa dichiarazione di ulteriori beni utilmente pignorabili, prevista dall’art.492, 6° c.p.c., configura un’ipotesi di reato.

Perchè rischiare?
Buona giornata.. 

E’ possibile avere maggiori informazioni al link: 2019 – Omessa dichiarazione dei beni pignorabili scatta il reato